L’ELF raccontato da Alessandra Marconato

Quando, a maggio del 2016, Christian Mancini, Walter Allievi e Sergio Cabigiosu mi parlarono della loro idea dell’ELF ne fui subito colpita e dissi loro che avrei partecipato ben volentieri!

E’ difficile trovare in Italia quelli che si possono definire “luoghi di apprendimento” e l’ELF è proprio questo. E’ un luogo di apprendimento, in cui non c’è un’offerta formativa predefinita, bensì una richiesta, che chiede di essere soddisfatta, in termini di conoscenza rispetto a nuove metodologie, strumenti, teorie e altro ancora.

Magari non tutto è nuovo in senso assoluto, ma è nuovo per chi partecipa. Faccio un esempio. Ricordo che, durante l’ELF dello scorso anno, mi è stato chiesto se potevo tenere un workshop sulla metodologia formativa esperienziale applicata alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. La richiesta era, in buona sostanza, capire come funziona la cosa. Se ne parlava già da un po’ di questo argomento, ma c’erano dei dubbi sugli obblighi legislativi da rispettare da parte del formatore, prima di tutto, e sull’applicabilità e applicazione di metodologie attive rispetto ad una “materia tecnica”.

L’Experiantial Learning Forum consente di aprire questi spazi di confronto e discussione, in cui un partecipante mette a disposizione di altri la propria conoscenza e il proprio know how. E’ un po’ quello che, magari, si fa abitualmente con i colleghi al telefono oppure viaggiando per lavoro. Solo che all’ELF c’è la possibilità di condividere e confrontarsi con più persone, in una sola volta, e in uno spazio dedicato.

Si può essere un po’ smarriti e dubbiosi all’inizio. In fondo, l’idea con cui nasce l’ELF è quella di non avere un’offerta formativa prestabilita, ma di co-creare l’offerta stessa grazie agli interventi di chi partecipa. Si lavora, a tutti gli effetti, attraverso l’open space technology.

Scrivo “si lavora” perché l’ELF non è propriamente una “passeggiata formativa”. L’ELF del 2016 ha prodotto work shop di qualità, con tempi serrati e un “volume” di ore di formazione da full immersion. Ho avuto la possibilità di frequentare work shop, tenuti da colleghi, che mi hanno permesso di inserire nei miei corsi argomenti nuovi e di approfondire tematiche che mi hanno incuriosito tantissimo.

E poi, non per ultimo, c’è la “gente” che frequenta l’ELF. Per iscriversi ai tre giorni di ELF si deve essere disposti a condividere, confrontarsi e non essere “gelosi” del proprio sapere. In sostanza, per frequentare un Experiantial Learning Forum, bisogna porsi in un’ottica collaborativa e non del bandito, che “ruba” sapere senza dare niente in cambio.

… mi sono iscritta anche quest’anno all’ELF, augurandomi di incontrare chi ho conosciuto l’anno scorso (sarebbe un “bel reincontrare”) e di conoscere altre persone, con cui potersi confrontare un po’…quindi non aspettare oltre, clicca qui e iscriviti!

 

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